17/8
salita al Colle Lusiana (5000m)
Partiamo in due cordate e risaliamo un morena e poi il
ghiacciaio Central Glacier dove troviamo diversi crepacci che ci
costringono ad un percorso a zig-zag. Incontriamo poi un tratto molto
ripido (in alcuni tratti superiore ai 60°) di ghiaccio abbastanza duro e
la salita avviene abbastanza lentamente. Intanto il sole comincia a
scaldare ed ogni tanto si sente fischiare qualche sasso. Finalmente verso
le 14.00 arriviamo alla sella posta tra il Galter e la Small Pyramid che
viene battezzata "Colle Lusiana", qui decidiamo di scendere
vista l'ora tarda. Infatti arriviamo a Piazza Yack con il buio (grazie a
Marco che ci ha portato le pile frontali fino alla base del ghiacciaio,
non ci sono problemi).
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Dal Colle Lusiana verso il Galter
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Appunti di
viaggio (di
JC):
Ven 17/08/01:
1) attività:
- sono le giornate "alpinistiche": in sei (Franco, Gino, Francesco, Enrico, Marco e Lorenzo) partono per conquistare
la Piccola Piramide; gli altri si fermano al campo in attesa di poter eventualmente salire il giorno dopo; intanto fanno
il bucato, si riposano, sistemano borse e bidoni...
- presto un gruppo di yack che scende dall'alto rimane sorpreso di vedere il proprio pascolo occupato; il capo branco
sembra inizialmente animato da intenti minacciosi, ma viene scoraggiato dall'altro capo branco (Rinaldo); da ora in
poi, conviveremo per tre giorni, in qualche caso fraternizzando (soprattutto quando le nostre guide daranno loro da
mangiare), in qualche altro caso contrapponendosi (quando si avvicineranno troppo alle tende di notte, inciampando
sui fili!);
- nel frattempo, gli alpinisti incontrano difficoltà superiori al previsto per superare il ghiacciaio iniziale, pieno di
seracchi; Marco rinuncia presto; gli altri sono sul colle Lusiana a 5.000 m verso le 16 e 30 dopo aver superato
pendii superiori
ai 60°; dopo aver visionato la vetta e le difficoltà che presenta, decidono prudentemente di
rinunciare; saranno al campo dopo il calare del sole, verso le 20.00; qualcuno ricorda ancora il rumore dei sassi
che, cadendo e rimbalzando sulle pareti, sembravano "pallottole"!
2) partenza: ore 7;
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18/8
salita al Babali Peak (4816 m)
Questa cima si trova dalla parte opposta della valle per
cui bisogna prima scendere attraversando delle morene, poi guadare il
torrente ed infine risalire. Partiamo in due gruppetti con tempi diversi,
ma alla fine ci ritroviamo in cima a ricordare il nostro amico Paolo e a
dedicargli (con intensa commozione e qualche lacrima nascosta) questa
montagna.
Stupendo il panorama che si può ammirare dalla vetta.
Sulla destra l'ometto posto sulla cima del Babali Peak.
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Appunti di
viaggio (di
JC):
Sab 18/08/01:
1) attività:
- dopo le fatiche del giorno prima, quasi tutti gli alpinisti decidono di concedersi un giorno di riposo;
- Rinaldo ha individuato da ieri la vetta da dedicare a Paolo: è sulla sinistra, più distante da noi, ma pur avvicinandosi
ai 5.000 m., non presenta neve in vetta; anche l'approccio non sembra particolarmente difficoltoso anche se bisogna
superare alcune morene; al mattino, il gruppo si compone di Luca, Mariano, Isacco, J-C, Enrico e Francesco; la
giornata è bellissima e la via può essere scelta a vista d'occhio; in alto, troviamo il solito fasciume di rocce piatte e
scure che
scivolano sotto i piedi rendendo tutto più faticoso; prima di mezzogiorno siamo comunque sul
"Babali
Peak"
(4.816 m.); dalla cima il paesaggio è magnifico, con una corona di vette tutt'intorno ed il
Bahri Lake ai nostri
piedi; in un clima di grande commozione lasciano in cima il gagliardetto della sezione accanto a quello di Montecchio
Maggiore e la foto di Paolo con una dedica da parte di ognuno di noi;
- verso fine pomeriggio al campo, foto di gruppo;
- la sera dopo cena, Franco illustra i risultati della ricognizione che ha effettuato in giornata; propone di risalire il
ghiaccio del giorno prima sulla destra per puntare ad altre vette innevate; molte sono le perplessità tra i presenti; alla
fine, solo Francesco raccoglie la sua proposta; partiranno il giorno dopo presto e raggiungeranno il gruppo
direttamente al campo base, spostatosi in giornata al
Bahri Lake
2) partenza: ore 7 e 30;
3) ritorno: ore 15.00;
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Il gruppo sulla vetta del Babali Peak
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19/8
salita alla Small Pyramid
Solo due intrepidi partono di buon'ora per la salita
alla Small Pyramid ma non passando per il Colle Lusiana. Infatti deviano
verso Est risalendo un vallone ed il relativo ghiacciaio. Sono costretti a
desistere ad un centinaio di metri dalla vetta da pericolose scariche di
sassi. Arrivano all'accampamento posto nei pressi del Bahri Lake quando è
buio. Gli altri nel frattempo sono scesi verso il lago Bahri (alcuni
deviando verso l'Esili Garden 4300 m) dove hanno atteso alcune ore i
portatori che erano in difficoltà nel far avanzare gli asini su un tratto
impervio.
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Il gruppo e sullo sfondo il Galter (sulla destra il Colle Lusiana)
Appunti di
viaggio (di
JC):
Dom 19/08/01:
1) trasferimento: da "Piazza Yack" (4.200 m.) al Bahri Lake (3.900 m.);
2) partenza: ore 8 e 30 circa;
3) arrivo: ore 16 e 30 circa;
4) paesaggio:
* nella prima parte si scende progressivamente la vallata in costa, con qualche equilibrismo nei punti dove il sentiero
è stato spazzato via da una frana, fino a raggiungere il torrente che ha una colorazione grigia simile alle rocce che
compongono il suo letto; sulla destra si estende il
Bahri Lake, lungo forse 2 Km e largo 400 m., che assume invece
una colorazione blu...
* sulla sinistra, si offre la possibilità di risalire alcune morene e raggiungere la confluenza di più ghiacciai ai piedi dei
quali si colloca
l'Esili Garden, un'oasi di verde in ambiente glaciale;
5) note:
- pranzo tutti assieme al termine della valle che scende da "Piazza
Yack";
- tentativo in tre di raggiungere
l'Esili Garden (Enrico, Gino, J-C), ma il tempo minaccioso consiglia di rinunciare
all'impresa dopo
alcune ore;
- per raggiungere il sentiero che consente di fiancheggiare il lago, bisogna superare il torrente;
- come sempre, il sentiero estivo lungo il lago è un continuo e logorante saliscendi; l'accampamento si raggiunge
superando una morena di pietrame, ponti "primitivi" posti sul torrente di scarico delle acque del lago 500 m. più giù
dello stesso, e risalendo poi la vallata in senso contrario;
- i portatori sono pochi, a differenza dei giorni precedenti, ed il materiale (tende, stuoie, bidoni...) arriva con il
contagocce; si cena quasi al buio;
- Franco e Francesco arrivano poco dopo; anche in questo caso, scariche di pietre a 100 m. dalla vetta li hanno fatto
prudentemente desistere;
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